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Lo specchio d’acqua

Sunday, August 28th, 2011

G-RAPISARDI-OFELIA-PAZZA-M

Giuseppe Rapisardi · Ofelia pazza (p) · 1865 · Museo di Castel Ursino · Catania

Allunga il passo poi corre. Lo specchio d’acqua sotto il ponte riflette il suo profilo. Da quanto tempo non la incontravo. La ricordo nel cortile della scuola, smunta come un gatto, le braccia chiuse per il freddo. M’immergo adagio nell’acqua senza temperatura. Sulla riva del fiume ci sono alcuni animali che saltano. Avanzo verso il branco. Saltano da fermi, sempre più in alto, rallentando la velocità dopo ogni slancio. Due cani bianchi m’invitano a raggiungere il gruppo. Esco dall’acqua e salto insieme a loro, in una vivace assenza di peso. I miei salti sono in sincronia con quelli di un asino dalla bassa statura: alla sommità di ogni salto ci scambiamo sorrisi d’allegria. Altri uomini e animali ci raggiungono, saltiamo tutti insieme, a corpo libero, calamitati dal cielo. D’improvviso un vento caldo arresta il gioco. L’aria è diventata gialla, non si può più saltare. Mi sveglio deluso, ma il sogno è stato bello: nei sogni non esiste un luogo per ogni cosa, ogni cosa è nell’adesso. Graziano Spinosi

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Non datemi nulla
di fisso, di stabile, di statico.
Non datemi l’infinito e l’eterno:
niente infinito, niente eternità.
Datemi il fermo, bianco fermento,
l’incandescenza e il gelo
del momento incarnato:
il momento, il vivo d’ogni mutamento
e rapidità  e opposizione:
il momento, il presente immediato,
l’Adesso.

Thomas Stearns Eliot

Contrappunto

Thursday, April 3rd, 2008

Ron Mueck · Mask II 
Ron Mueck · Mask II · 2001-02
S. Francisco Museum of  Modern Art

La piccola crepa d’un intonaco, adocchiata un giorno distrattamente, può dar vita al sogno notturno di un terremoto. La memoria non fa sconti. L’emozione provocata da un violento temporale può stemperarsi nel sogno di un quieto paesaggio inondato di sole. La memoria si attiene ai fatti. A modo suo. Graziano Spinosi

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Sento risuonare l’acqua che cade nel mio sogno.
Le parole cadono come l’acqua io cado. Disegno
nei miei occhi la forma dei miei occhi, nuoto
nelle mie acque, mi dico i miei silenzi. Tutta
la notte attendo che il mio linguaggio riesca a
darmi forma. E penso al vento che viene a me,
perdura in me. Tutta la notte ho camminato sotto
la pioggia sconosciuta. Mi hanno dato un silenzio
pieno di forme di visioni (dici). E corri desolata
come l’unico uccello nel vento.

Alejandra Pizarnik · La figlia dell’insonnia


Confini

Monday, October 29th, 2007

Lucio Fontana · Concetto spaziale, Attesa

Lucio Fontana · Concetto spaziale, Attesa · 1965 · Coll. privata · Roma

Lo spazio e il tempo: due strade che portano al vuoto.

Lo spazio muta nel tempo, come i corpi. Lo spazio è un corpo dotato di memoria, che il tempo non ha.

Lo spazio inviolato dell’infanzia, col passare del tempo, diventa un luogo inviolabile, assegnato al ricordo, dove conserva l’innocenza dei luoghi che non esistono.

Il metro e l’orologio sono gli utensili con cui tracciamo confini provvisori.

Il tempo e lo spazio sono i protagonisti principali del sogno, l’altro grande impostore.

Graziano Spinosi

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La torre di Babele è un esempio antichissimo della pretesa dell’uomo per il dominio dello spazio. La vera conquista dello spazio fatta dall’uomo è il distacco dalla terra, dalla linea di orizzonte, che per millenni fu la base della sua estetica e proporzione. Lucio Fontana · Manifesto tecnico dello Spazialismo

Prima di tutto per noi in ogni direzione intorno, da ciascun lato, sopra e sotto, per l’intero universo, non esiste confine. E poi, quando è pronta molta materia, quando è a disposizione lo spazio, e nessun fatto né causa contrasta, le cose devono certo attuarsi e giungere a compimento…
…i corpi che feriscono gli occhi e suscitano la visione. E senza posa fluiscono da certe cose gli odori; come il freddo dai fiumi, il calore dal sole, dalle onde marine l’effluvio che corrode i muri intorno alle spiagge. Voci mutevoli non cessano di aggirarsi nell’aria.
Lucrezio · De rerum natura