Posts Tagged ‘umberto galimberti’

De sideribus

Friday, December 17th, 2010

A-CANOVA-TRE-GRAZIE-P

Antonio Canova · Tre Grazie (part) · 1813-16 · Hermitage · San Pietroburgo

Il desiderio non ha proporzioni.
Come il vuoto.

Graziano Spinosi

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Che cos’è quel desiderarsi degli amanti, quel loro cercarsi e toccarsi se non un tentativo di violare i loro esseri nella speranza di accedere a quel vertice morale che è la comunicazione vera, al di là di quella finta comunicazione a cui ci obbliga la nostra cultura della funzionalità e dell’efficienza? Per essere davvero il controaltare della tecnica e della ragione strumentale che la governa, amore non può essere la ricerca di sé che passa attraverso la strumentalizzazione dell’altro, ma deve essere un’incondizionata consegna di sé all’alterità che incrina la nostra identità, non per evadere dalla nostra solitudine, né per fondersi con l’identità dell’altro, ma per aprirla a ciò che noi non siamo, al nulla di noi.

La passione d’amore è stata sostituita dalla patologia, e agli antichi poeti che cantavano le cose d’amore si sono sostituiti psicologi e sessuologi che perseguono non la composizione dell’uomo con il cosmo, ma la pura e semplice soddisfazione di quello che ancora chiamano desiderio, dimenticando che il desiderio, per quel che ancora le parole significano, rimanda alle stelle: de-sidera. Umberto Galimberti · Le cose dell’amore

Che l’amore non esiste · da NAZIONE INDIANA


Amore · 2

Saturday, January 10th, 2009

Nicole Tran Ba Vang · Collezione primavera estate

Nicole Tran Ba Vang · Collezione primavera estate (part) · 2001

Nessuna verità, in amore, è
conturbante quanto una
bugia.

Graziano Spinosi

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"Non ci si può mai fidare della natura" (Jean Baudrillard) soprattutto nelle cose d’amore. Si dà infatti che un corpo nudo, come natura l’ha fatto, non sia seducente senza l’intervento dell’artificio in grado di scongiurare la semplice nudità e cancellare la naturalità di un corpo in sé e per sé insignificante. Senza l’ammiccamento, senza il gioco dell’apparire e dello sparire, senza la provocazione del desiderio in vista della sua delusione, senza un oltrepassamento del corpo e del suo esser semplicemente nudo in vista di quel vuoto che è poi l’anima dell’altro sognata sempre nella sua ingannevole complicità, senza quel nulla che si riempie di gesti convenuti come gesti erotici, senza quel misconoscimento dell’altro sepolto da tutte quelle parole incantevoli che ne recitano il falso riconoscimento, non si dà vicenda d’amore. Umberto Galimberti · Parole nomadi


Viandanti

Friday, December 28th, 2007

Graziano Spinosi · OstuniOstuni · 26 dicembre 2007

È parte del viaggio l’addio – una sosta – non la sua fine.

Graziano Spinosi

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Viaggiare non è raggiungere una meta,
ma esporsi all’insolito.

Ma che ne è dell’intervallo tra l’inizio e la fine? Che ne è del viaggio per chi vuol arrivare? Per chi vuol arrivare, per chi mira alle cose ultime, ma anche per chi mira alle mete prossime, del viaggio ne è nulla. Le terre che egli attraversa non esistono. Conta solo la meta. Egli viaggia per arrivare, non per viaggiare. Così il viaggio muore durante il viaggio, muore in ogni tappa che lo avvicina alla meta. E con il viaggio muore l’Io stesso fissato sulla meta e cieco all’esperienza che la via dispiega al viandante che sa abitare il paesaggio e, insieme, al paesaggio sa dire addio. Umberto Galimberti · Parole nomadi


OSTUNI-XII-2007-01-M   OSTUNI-XII-2007-02-M   OSTUNI-XII-2007-03-M


Resti

Tuesday, December 25th, 2007

Graziano Spinosi · Brindisi · Via Santa Chiara Brindisi · Via Santa Chiara

Un tempo, per tingere di rosso gli intonaci delle case, qui a Brindisi miscelavano alla calce i resti del mosto dopo la fermentazione. L’umore del mare, giorno dopo giorno, si attaccava a quello della terra sui muri battuti dalla pioggia, dalle impronte, dalle voci. Oggi sembrano case di zucchero e sale. Graziano Spinosi

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Perché noi occidentali, che crediamo nelle stelle e negli oroscopi che cadono dalle stelle, abbiamo dimenticato che i nostri gesti lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce, il loro giro? Il gesto dell’uomo crea armonia o disarmonia nell’universo… Umberto Galimberti · Le cose dell’amore


 

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Il vero amore

Friday, September 8th, 2006

Paolo Uccello ∙ Ritratto di donna

Paolo Uccello Ritratto di donna 1450

E se incontro un principe? Temporeggi signorina, prima o poi gli verrà un raffreddore. E se incontro un orco? Lo abbranchi con ardore, ha trovato il vero amore. Graziano Spinosi

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La presenza di un corpo non muoverà mai desiderio quanto la sua assenza. E assenza qui non significa che quel corpo non c’è, ma che non si ha mai la sensazione di possederlo anche quando lo si avvinghia. È del vuoto che ci si innamora, non del pieno, e perciò amore è trascendenza, e non simbiotico rapporto duale. Per questo il linguaggio dei mistici, che hanno sempre a che fare con il Grande Assente, sembra rubato al linguaggio degli amanti. Se il corpo nella sua pienezza e nella sua specificità sessuale non erotizza perché non lascia spazio alla creazione dell’altro, amore si dà solo là dove c’è costruzione, proiezione, invenzione. Nessuno ama l’altro, ma ognuno ama ciò che ha creato con la materia dell’altro. Siamo irriducibilmente racchiusi nella nostra solitudine, e se trascendenza si dà, questa percorre lo spazio che c’è tra la natura e la sua trasfigurazione. Ciò che si ama è dunque la nostra creazione, non la natura, ma l’artificio. Umberto Galimberti · Parole nomadi